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  • Andrologia in Infanzia e Adolescenza

    Pubertà ritardata e Pubertà precoce
    La pubertà
    viene considerata ritardata nel maschio quando i caratteri sessuali secondari non sono ancora comparsi all’età di 14 anni, cioè quando non si sono verificate le consueti modificazioni che segnano il passaggio verso l’adolescenza: comparsa dei peli pubici, modificazione del tono della voce, etc. La maggior parte dei casi di pubertà ritardata è da ritenersi costituzionale, con una importante componente familiare. L'ipogonadismo, condizione clinica caratterizzata dalla carenza di ormoni androgeni, può essere tuttavia una causa della pubertà ritardata. La ridotta produzione di androgeni può dipendere da un disordine primitivo testicolare, oppure da una insufficiente stimolazione delle gonadi da parte dell'ipofisi o di quest'ultima da parte dell'ipotalamo. Poiché questa condizione è fisiologica fino alla pubertà, non è possibile, fino ad allora, fare una diagnosi sicura di questa patologia.
    La pubertà dei giovani maschi è considerata invece precoce quando avviene prima dei 9 anni. Marshall e Tanner hanno descritto nel 1970 cinque stadi di sviluppo puberale, analizzando la presenza dei peli pubici e l’ingrandimento del pene e dei testicoli. E’ necessario distinguere tra la pubertà precoce ‘vera’, caratterizzata dall’attivazione dell’intero asse ipotalamo-ipofisi-gonade, dalla pubertà pseudo-precoce, nella quale si sviluppano i soli caratteri sessuali secondari, frequentemente a causa di un tumore secernente ormoni.

    Testicolo ritenuto (Criptorchidismo)
    Con il termine di testicolo/i ritenuto/i o criptorchidismo si indica la mancata discesa di una o entrambe le gonadi all'interno dello scroto e ciò rappresenta la più frequente anomalia congenita andrologica. Essa va distinta dal testicolo retrattile o migrante (che si trova nella sacca scrotale e migra verso l'inguine e viceversa). Il criptorchidismo è presente nel 3-4% dei neonati a termine, potendo arrivare fino al 25-30% dei nati pre-termine. La diagnosi non va posta alla nascita, poiché i testicoli possono discendere spontaneamente nello scroto fino al quarto mese di vita. All’età di 12 mesi l’1% dei maschi risulta affetto da criptorchidismo. L'approccio terapeutico consiste in una terapia medica ormonale, da effettuarsi nel corso del primo anno di vita. Se tale terapia non risulta efficace, si ricorre all'intervento chirurgico di orchidopessi, cioè al posizionamento chirurgico del testicolo nella sua sede fisiologica (il fondo scrotale): l’orchidopessi dovrebbe ottimalmente essere eseguita entro il secondo anno di età, e comunque tassativamente entro il quarto anno. Il criptorchidismo rappresenta comunque per il maschio adulto una fonte di rischio per infertilità e (seppure alquanto più raramente) di neoplasia testicolare, rischi che si riducono se l’orchidopessi è stata eseguita correttamente ed in tempo utile.

    Testicolo mobile o retrattile o migrante
    Si definisce testicolo mobile o retrattile la gonade maschile che periodicamente migra dallo scroto all'inguine e viceversa. Esso presenta, nel tempo, un certo rischio di torsione sul suo funicolo (con conseguente ischemia), che, se non risolta tempestivamente con un intervento chirurgico, porta al danno irreversibile della polpa testicolare, fino all’atrofia testicolare. E' opportuno pertanto sottoporre il testicolo mobile ad un intervento chirurgico di fissazione del testicolo, da effettuarsi entro i primi anni di vita (e comunque non oltre i 6 anni di età).

    Varicocele
    Per varicocele si intende la presenza di vene tortuose e dilatate a livello dello scroto. Questa condizione, sicuramente poco frequente in epoca pre-puberale (circa il 2% dei maschi tra i 7 e i 10 anni di età), raggiunge una frequenza del 15% nel periodo peri-puberale e può portare nel tempo ad un ridotto sviluppo del testicolo.
    In età pediatrica, esclusi i rarissimi casi in cui il varicocele è l’espressione di una patologia renale che comprime la vena spermatica, è opportuno un atteggiamento di attesa, a meno di una evidente influenza negativa sullo sviluppo della gonade, perché in questo periodo della vita l'intervento presenta una maggiore percentuale di recidive (fino al 15-20%, contro il 5-7% allorché si effettui la correzione dopo la pubertà). L’indicazione chirurgica deve essere presa in pieno accordo con le Linee-Guida Internazionali.