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    Le Nostre attività
    Accanto alle Visite e Consultazioni specialistiche tipiche di ogni Centro Medico precipuamente dedicato alle problematiche sanitarie della coppia, il nostro Centro di PMA si caratterizza per una serie di attività strumentali diagnostiche o terapeutiche.
     
    Laboratorio di seminologia e di crioconservazione dei gameti maschili
    Il nostro Laboratorio di Seminologia si fregia di una tradizione in Seminologia clinica iniziata dal Prof. G.M. Colpi fin nel lontano 1974.
    Alto livello qualitativo degli esami seminali e tempestiva messa a punto dei nuovi test seminali riportati in Letteratura Scientifica come rilevanti per gli aspetti diagnostici o prognostici nell’infertilità maschile sono sempre stati un must per il nostro Laboratorio. Alcuni dei test da noi di routine sono tutt’oggi eseguiti solo in un limitato numero di Laboratori in Italia. Alcune biologhe oggi operanti in Centri di Riproduzione Assistita pubblici o privati hanno iniziato la loro attività o perfezionato le loro conoscenze presso i Laboratori creati dal Prof. Colpi in varie strutture (Lodovica Medical Center e Laboratorio di Seminologia e di Crioconservazione dei Gameti Maschili dell’Unità di Urologia II – Andrologia e Riproduzione Assistita dell’Ospedale San Paolo di Milano). 
    Spermiogramma (Esame Seminale standard)
    Test seminali di primo livello.
    Lo spermiogramma viene eseguito con lo scopo di valutare la qualità del liquido seminale attraverso la verifica del numero, della motilità e della forma dello spermatozoo. Come confermato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), tale esame rappresenta lo strumento principale per la valutazione della fertilità maschile.
    La raccolta dello sperma  deve avvenire tramite masturbazione, dopo aver osservato un'astinenza dall’eiaculazione tra i 3 e i 5 giorni. L’analisi del campione deve avvenire entro al massimo un’ora dalla raccolta. Il liquido seminale raccolto viene sottoposto inizialmente ad una valutazione "macroscopica" per la determinazione di alcune caratteristiche fisico-chimiche, in particolare l’aspetto, il volume, il pH, la viscosità. . Successivamente viene effettuata la valutazione “microscopica” per la determinazione della concentrazione, della motilità, della morfologia e della vitalità degli spermatozoi, i parametri principali che determinano la qualità dello sperma (vedi Infertilità Maschile).
    I risultati dello spermiogramma possono evidenziare:
    • Oligozoospermia: numero di spermatozoi < 15.000/mm3 (= 15.000.000/mL) o
          <39.000.000/eiaculato
    • Astenozoospermia: ridotto numero di spermatozoi mobili 
    • Teratozoospermia: ridotto numero di spermatozoi con forma normale
    • Azoospermia: assenza completa di spermatozoi nel liquido seminale
    • Ipoposia: volume dello sperma eiaculato inferiore alla norma
     
    Ricerca degli Anticorpi anti-spermatozoi : MAR (Mixed Agglutination Reaction) Test e IBT (Immuno-Bead Test)
    In condizioni normali, la barriera ematotesticolare protegge gli spermatozoi dal nostro sistema immunitario. Lo sperma può in certi casi presentare anticorpi con capacità di legare gli spermatozoi. La causa di quest’alterazione non è sempre individuabile (pregressi trauma, infezioni, o ostruzioni in atto delle vie seminali, ecc). Gli anticorpi anti-spermatozoo interferiscono in diversi momenti con la funzione spermatozoaria, come la riduzione della motilità nelle vie genitali femminili e l’impedimento della penetrazione all’interno dell’oocita. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) raccomanda la ricerca di questi autoanticorpi nel liquido seminale. I test più utilizzati sono il MAR-Test e l' IBT-Test. Il loro risultato viene espresso come percentuale di spermatozoi legati da anticorpi rispetto al numero totale di spermatozoi analizzati.
     
    Eosin Test
    L’Eosin Test valuta la vitalità degli spermatozoi mediante una tecnica colorimetrica che si basa sul principio che l’eosina penetra solo all’interno degli spermatozoi non vitali, che assumeranno in questo caso la tipica colorazione rosea. Valori normali: >58% spermatozoi non colorati.
      
    AO (Acridine Orange) Test
    Test seminali di secondo livello.
    L’Acridine Orange Test valuta la percentuale di DNA denaturato o a singola catena all’interno del nucleo dello spermatozoo. In questa procedura la testa degli spermatozoi con elevata quantità di DNA denaturato si colora di arancio, mentre gli spermatozoi normali si colorano di verde. La presenza di alterazioni del DNA in una percentuale elevata degli spermatozoi (>30%) è associata a ridotta o mancata capacità di sviluppo dell’embrione.
     
    ANM  (Aniline Blue) Test
    L’Aniline Blue Test valuta il grado di maturità del nucleo degli spermatozoi. Una eccessivamente elevata percentuale di spermatozoi con nucleo immaturo (>30%) è associata ad una ridotta capacità di sviluppo dell’embrione.
     
    Swelling Test
    Il test valuta la quota percentuale di spermatozoi con alterazioni funzionali della membrana cellulare. Gli spermatozoi con funzionalità normale in soluzione ipoosmotica si rigonfiano; quelli con funzione abnorme della membrana (p.e. quelli non vitali) non si rigonfiano. Il test evidenzia alterazioni non rilevabili all’esame seminale standard. Valori normali: >60% spermatozoi swollen.

      Test seminali di terzo livello
     
    ARIC-Test (Acrosome Reaction to Ionophore Challenge Test)
    L’ARIC Test valuta la percentuale di spermatozoi in grado di sviluppare la reazione acrosomiale, processo indispensabile per l’adesione dello spermatozoo alla zona pellucida e per la sua penetrazione nell’oocita. Il risultato dell’esame è altamente predittivo della capacità spontanea del rispettivo campione di sperma di indurre la fecondazione. Il test è utile anche per determinare o escludere la validità dell’IUI (Inseminazione Intra-Uterina) come metodica di trattamento dell’infertilità in una data coppia.
     
    TUNEL (Terminal transferase dUTP Nick End Labeling)
    La TUNEL è una indagine biomolecolare su spermatozoi motili, separati dagli altri mediante filtrazione per gradienti o miniPercoll. Test di introduzione recente nella pratica clinica, essa valuta la percentuale di spermatozoi con DNA frammentato. L’indagine è particolarmente utile al clinico nel giudizio prognostico di fertilizzazione e di abortività spontanea.
     
    CRIOCONSERVAZIONE DEL LIQUIDO SEMINALE  (BANCA DEL SEME)
    ILa prima Banca del Seme nel Nord Italia è stata aperta dal Prof. Colpi nel 1983 (vedi: Semen cryopreservation from oncological patients: the Italian experience. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2004 Apr 5;113 Suppl 1:S12-3).  Da allora l’attività di Crioconservazione del Seme si è notevolmente ampliata articolandosi in numerosissimi Centri, ed  espandendosi anche alla crioconservazione di campioni di sperma di: a) pazienti che per ragioni varie vedono progressivamente decrescere la loro fertilità nel tempo, fino a rischiare l’azoospermia; b) pazienti che devono essere sottoposti a terapie mediche (immunosoppressive, ecc.) o chirurgiche (prostatectomia, resezione del collo vescicale, ecc.) che metteranno a repentaglio la loro fertilità; c) soggetti che per motivi professionali sono esposti a sostanze gonotossiche; d) soggetti affetti da severa oligozoospermia; e) altri casi particolari.
    La Banca del Seme permette di conservare gli spermatozoi per un tempo indefinito e rappresenta pertanto un formidabile strumento di preservazione della fertilità. In effetti, la crioconservazione è in grado di conservare gli spermatozoi superando i problemi provocati dal cambiamento di stato dell’acqua. Infatti il maggiore problema biologico della crioconservazione è rappresentato dal possibile danno a livello cellulare sui meccanismi di controllo delle attività molecolari, in quanto i processi essenziali per la vita della cellula sono la conseguenza di reazioni biochimiche che si svolgono grazie ai movimenti delle molecole all’interno di una soluzione acquosa.
    Le procedure di crioconservazione del liquido seminale utilizzate nel nostro Centro seguono le Linee guida internazionali riguardanti questa procedura, nonché le vigenti disposizioni legali italiane.
    Per motivi medico-legali, ed in accordo con le Linee-guida italiane, prima di crioconservare lo sperma, il paziente si deve sottoporre ad accurate analisi del sangue (cosiddetto screening infettivologico) per accertare o escludere infezioni da virus dell’Epatite B e dell’Epatite C, da HIV, ecc. e da sifilide.

    Procedure Ginecologiche.
      
    POST-COITAL TEST (Hühner test)
     
    Il Post-Coital Test valuta l’interazione tra lo sperma e il muco cervicale vaginale. Il test si esegue intorno alla metà del ciclo mestruale, in corrispondenza dell’ovulazione. Consiste nel prelievo di una piccola quantità di muco cervicale a 3-4 ore da un rapporto sessuale completo. Il muco cervicale è costituito per il 90% da acqua e per il 10% da proteine, globuli bianchi e residui cellulari dell’epitelio uterino e cervicale. L’interazione con le secrezioni del tratto riproduttivo femminile rappresenta un punto cruciale per la sopravvivenza e per l’acquisizione da parte dello spermatozoo della capacità fecondante l’oocita. Nonostante la discordanza delle opinioni degli esperti in merito, taluni importanti studi anche recenti confermano questo test come un importante mezzo per studiare l’infertilità di coppia, riconoscendogli un rilevante valore predittivo circa la probabilità di una data coppia infertile di ottenere una gravidanza spontaneamente (Eimers et al., 1994; Hunault et al., 2002; van der Steeg et al., 2004). Un’alterata interazione tra sperma e muco cervicale può rappresentare un’indicazione per l’invio verso tecniche di riproduzione medicalmente assistita di 1° livello (vedi Infertilità Femminile).
     
    INSEMINAZIONE INTRAUTERINA (IUI)
    L' inseminazione intrauterina (IUI) è una tecnica volta, una volta ottimizzata la funzione ovulatoria con una modesta stimolazione ormonale, ad aumentare il numero di spermatozoi che superano il collo uterino e raggiungono le tube, sede della fecondazione dell’oocita. Le principali indicazioni sono: la infertilità inspiegata (mancato ottenimento di una gravidanza spontanea in un anno di rapporti liberi, a dispetto di un presunto normale potenziale di fertilità dei due partners), l' infertilità da fattore maschile di grado lieve-moderato, l' endometriosi I-II stadio AFS, il fattore cervicale, le alterazioni ovulatorie, la sindrome dell’ovaio policistico.
    La procedura consiste:
    • nel monitoraggio ecografico dell'ovulazione attraverso ecografie transvaginali ripetute successive atte a stabilire il momento migliore per l'inseminazione;
    • la preparazione del liquido seminale attraverso metodiche biologiche atte ad ottenere una piccola quantità di materiale seminale di qualità ottimale (Swim-up, Gradiente di miniPercoll, etc.);
    • la deposizione, mediante una speciale cannula flessibile, del materiale seminale preparato direttamente in utero.
    Uno dei punti salienti riguardanti la inseminazione intrauterina è rappresentato dalla possibilità di indurre o supportare farmacologicamente la maturazione follicolare attraverso protocolli che prendano in considerazione l'uso di farmaci orali (citrato di clomifene o simili) o iniettabili (gonadotropine). Dagli studi presenti in letteratura emerge l'importanza della stimolazione ovarica controllata nell’incremento del tasso di successo delle inseminazioni intrauterine. Svariati sono i fattori che possono influenzare l'esito della IUI, tra cui l’età della donna, la durata dell' infertilità, la morfologia ed il grado di motilità degli spermatozoi, lo spessore endometriale, l'esatta temporizzazione della inseminazione intrauterina stessa.
     
    MONITORAGGIO ECOGRAFICO DELL’OVULAZIONE
    L’introduzione delle sonde ecografiche trans-vaginali ha determinato una rivoluzione in campo ginecologico. L’ecografia pelvica transvaginale permette di valutare in modo preciso l’apparato genitale femminile e di differenziare le sue caratteristiche in base al momento del ciclo. In questo modo si segue lo sviluppo del follicolo ovarico destinato all’ovulazione e lo spessore della mucosa uterina, riscontrando il momento migliore per l’esecuzione di procedure terapeutiche, quali l’Inseminazione Intra-Uterina (vedi), o diagnostiche quali il Post-Coital Test.
     
    SONOISTEROGRAFIA 
    Consiste in un’indagine diagnostica ecografica volta a valutare la cavità uterina, per dirimere dubbi diagnostici qualora si sospetti un’anomalia (polipi endometriali, aderenze, setti uterini congeniti, miomi sottomucosi), per escluderla o precisarne le caratteristiche (Burke et al., 2007; Valenzano et al., 2006; Ragni et al., 2005). Viene eseguita introducendo nel collo uterino un sottile catetere flessibile, tramite il quale viene instillata soluzione fisiologica sterile per distendere la cavità uterina, in modo da migliorarne la visualizzazione per via ecografica transvaginale. In certi casi la sonoisterografia può anche essere utilizzata al fine di valutare la pervietà tubarica, in alternativa all’isterosalpingografia (Kodaman et al., 2004; Case et al., 2003; Jeanty et al., 2000): se le tube sono aperte, si potrà osservare per via ecografica il passaggio della soluzione fisiologica, che quindi si raccoglie in piccola quantità nel cavo di Douglas, dietro l’utero.
    La SIG è normalmente del tutto indolore o solo leggermente fastidiosa, non richiede anestesia e subito dopo la paziente può tornare alle sue attività quotidiane.
     
    CONSULTAZIONI  PER IVF E ICSI
    Il ricorso alla IVF (FIVET) e alla ICSI è l’ultima “arma” per affrontare un caso di infertilità di coppia rimasto irrisolto con procedure terapeutiche più semplici o giudicato da subito non altrimenti trattabile (quest’ultima situazione deve essere per legge certificata da un esperto). Tutti gli Specialisti Ginecologi del nostro Centro hanno ampia esperienza nella consultazione e preparazione della coppia infertile ad IVF ed ICSI, e specialmente per i casi complessi di Infertilità Maschile (ICSI con spermatozoi recuperati chirurgicamente mediante MicroTESE o TESE in soggetti azoospermici).
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    CONSULENZA PER DISTURBI DELLA MENOPAUSA
    La menopausa: un delicato momento di transizione nella vita di ogni donna.
    Non sempre il passaggio dall’età fertile a quella non più feconda decorre senza problemi: sintomi vasomotori (vampate di calore), disturbi uroginecologici (come l’incontinenza urinaria), spesso accentuati dalla fisiologica atrofia genitourinaria, problematiche sessuali (dolore ai rapporti, secchezza vaginale, riduzione della libido) possono modificare negativamente la vita sociale e relazionale della donna e il suo stato di salute, ad un’età in cui essa si sentirebbe ancora piena di energie e potenzialità. In presenza di tali disturbi, ed in assenza di controindicazioni (alterazioni emocoagulative, tumori ormono-dipendenti come il carcinoma mammario, ecc.), la terapia ormonale sostitutiva (HRT: Hormone Replacement Therapy) può essere intrapresa senza timori di rischi per la salute e può risolvere o attenuare questi problemi, nonché svolgere un efficace ruolo nella riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e nella prevenzione dell’osteoporosi.
    L’osteoporosi è una condizione caratterizzata dalla riduzione della massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo: colpisce circa il 23% della popolazione femminile oltre i 40 anni (dati dello studio epidemiologico multicentrico nazionale sull’osteoporosi, ESOPO) e nella metà di questi casi chi ne è affetta non sa di esserlo. L’osteoporosi causa un aumento della fragilità ossea e del rischio di fratture (in particolar modo a carico del polso, delle vertebre e del femore), accompagnandosi ad un elevato rischio di mortalità (15-25 % nel caso di fratture del femore) e di disabilità motoria. Visto l’importante impatto sociale e sanitario di questa patologia, appare importantissimo perseguire un programma di sensibilizzazione della popolazione femminile, finalizzata all’identificazione di fattori di rischio non modificabili (ad es. menopausa precoce, asportazione chirurgica delle ovaie in età fertile, fattori ereditari), alla correzione di stili di vita errati (sedentarietà, fumo, inadeguato apporto di calcio e vitamina D con l’alimentazione) e all’eventuale trattamento farmacologico di un’osteoporosi già instauratasi per impedirne per quanto possibile la progressione. La menopausa è spesso caratterizzata inoltre dall’errata convinzione di molte donne che non sia più necessario sottoporsi a controlli ginecologici e che sia tempo di accantonare la vita sessuale (con logiche ripercussioni negative sulla stabilità di molte coppie).